L’estate 2026 si apre con una novità importante per tutte le aziende pugliesi che impiegano lavoratori esposti alle alte temperature. Il Presidente della Regione Puglia ha infatti emanato l’Ordinanza n. 321 del 29 maggio 2026, introducendo misure specifiche per la prevenzione dei rischi derivanti dalle ondate di calore nei luoghi di lavoro.
Si tratta di un provvedimento che interessa in modo particolare il settore agricolo, forestale, florovivaistico, le attività svolte in serre e tunnel agricoli, i cantieri edili e stradali, le cave e numerose attività logistiche svolte all’aperto. Tuttavia, il messaggio che emerge dall’ordinanza è molto più ampio: il rischio microclimatico non può più essere considerato un tema secondario nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
Negli ultimi anni l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore ha portato istituzioni, enti di ricerca e organismi di vigilanza a porre crescente attenzione sugli effetti delle alte temperature sui lavoratori. Lo stress termico non provoca soltanto disagio fisico, ma può determinare disidratazione, colpi di calore, riduzione delle capacità cognitive, aumento del rischio di errore umano e conseguente incremento degli infortuni.
L’ordinanza regionale introduce una misura particolarmente rilevante: fino al 15 settembre 2026 è vietato svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni in cui il portale Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO” per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa.
Questo significa che le aziende interessate non possono limitarsi a osservare le condizioni meteorologiche generali, ma devono verificare quotidianamente le previsioni disponibili sul sistema Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR, che rappresenta oggi uno dei principali strumenti di supporto per la prevenzione del rischio da calore.
L’aspetto forse più importante da comprendere è che l’ordinanza non sostituisce gli obblighi già previsti dal D.Lgs. 81/2008. Al contrario, li rafforza.
Il datore di lavoro continua ad avere l’obbligo di valutare il rischio microclimatico, aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi quando necessario e adottare tutte le misure tecniche, organizzative e procedurali utili a proteggere i lavoratori.
Tra le misure espressamente richiamate dall’ordinanza troviamo la rimodulazione degli orari di lavoro, la predisposizione di pause in aree ombreggiate o climatizzate, la disponibilità costante di acqua potabile fresca, la rotazione del personale nelle attività più gravose, l’utilizzo di indumenti adeguati e la formazione specifica sui rischi da stress termico.
Particolarmente interessante è il riferimento al cosiddetto “sistema del compagno”, una modalità organizzativa che prevede la sorveglianza reciproca tra lavoratori per individuare tempestivamente sintomi e segnali di malessere legati al caldo. In contesti agricoli e nei cantieri, dove spesso si lavora in squadre, questa pratica può rappresentare uno strumento efficace per prevenire situazioni di emergenza.
Un altro elemento centrale riguarda i lavoratori vulnerabili. L’ordinanza richiama espressamente il ruolo del Medico Competente nell’individuazione di soggetti maggiormente suscettibili agli effetti del caldo, quali lavoratori anziani, donne in gravidanza, persone affette da patologie croniche o sottoposte a specifiche terapie farmacologiche. In questi casi possono rendersi necessarie limitazioni temporanee o modifiche organizzative mirate.
È importante ricordare che la violazione del divieto previsto dall’ordinanza può comportare l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 650 del Codice Penale, oltre alle eventuali responsabilità derivanti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.
Per le imprese pugliesi questa estate rappresenta quindi un banco di prova importante. Non si tratta soltanto di rispettare un obbligo normativo, ma di sviluppare una vera cultura della prevenzione capace di adattarsi ai cambiamenti climatici che stanno modificando in modo significativo le condizioni di lavoro.
Cosa fare subito in azienda
✓ Verificare quotidianamente il portale Worklimate.
✓ Aggiornare la valutazione del rischio microclimatico.
✓ Definire procedure per la sospensione o rimodulazione delle attività.
✓ Verificare la disponibilità di aree ombreggiate e acqua potabile.
✓ Coinvolgere Medico Competente, RSPP e preposti nella gestione delle emergenze climatiche.

