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19 Giugno 2026

Parità retributiva e trasparenza salariale: in vigore le nuove regole

Dal 7 giugno 2026 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che recepisce la Direttiva europea sulla trasparenza salariale e introduce nuove misure per rafforzare il principio della parità retributiva tra uomini e donne.

L’obiettivo della riforma è ridurre il divario salariale di genere attraverso una maggiore trasparenza nelle politiche retributive e un più efficace sistema di monitoraggio.

Trasparenza già dalla fase di selezione

Tra le principali novità figura l’obbligo di comunicare ai candidati la retribuzione iniziale o la relativa fascia salariale prevista per la posizione offerta.

Le aziende non potranno inoltre richiedere informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti rapporti di lavoro, favorendo così processi di selezione più equi e trasparenti.

Maggiori diritti per i lavoratori

I lavoratori potranno richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per genere, relativi alle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.

Le aziende saranno inoltre chiamate a rendere più chiari i criteri utilizzati per determinare retribuzioni, inquadramenti e progressioni economiche.

Nuovi obblighi per le imprese

Per i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti vengono introdotti specifici obblighi di comunicazione dei dati relativi al gender pay gap.

Qualora emerga una differenza retributiva pari o superiore al 5% tra uomini e donne non giustificata da criteri oggettivi, sarà necessario effettuare una valutazione congiunta delle retribuzioni e adottare eventuali misure correttive.

Cosa cambia per le aziende

Le nuove disposizioni richiedono una revisione delle politiche retributive e dei sistemi di classificazione del personale, con particolare attenzione alla documentazione dei criteri utilizzati per determinare salari e percorsi di crescita professionale.

La trasparenza salariale diventa così non solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento per promuovere equità, valorizzazione delle competenze e sostenibilità organizzativa.

Fonte: Edotto.com