Negli ultimi anni il lavoro agile e le attività svolte in solitario hanno modificato profondamente l’organizzazione aziendale, introducendo nuove opportunità ma anche nuove responsabilità in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Sempre più lavoratori operano da remoto, in mobilità oppure senza una presenza costante di colleghi nelle immediate vicinanze. Questa evoluzione organizzativa richiede però un aggiornamento concreto delle misure di prevenzione e una revisione delle modalità con cui il datore di lavoro gestisce i rischi aziendali.
Con l’entrata in vigore della Legge n. 34/2026 sono stati rafforzati gli obblighi relativi alla sicurezza nel lavoro agile, con particolare attenzione all’informazione sui rischi, alla gestione dei videoterminali, all’ergonomia delle postazioni e alla responsabilità organizzativa del datore di lavoro.
Il lavoro in solitario rappresenta una condizione particolarmente delicata perché, in caso di malore, infortunio o emergenza, il lavoratore potrebbe non ricevere assistenza tempestiva.
Per questo motivo il datore di lavoro, insieme all’RSPP, deve valutare attentamente i rischi connessi alle attività svolte senza supervisione diretta, predisponendo procedure organizzative adeguate e strumenti efficaci di comunicazione.
Tra le principali criticità da considerare rientrano:
- isolamento operativo;
- stress lavoro-correlato;
- utilizzo prolungato di videoterminali;
- affaticamento mentale e sovraccarico cognitivo;
- difficoltà nella gestione delle emergenze;
- riduzione del supporto immediato tra colleghi;
- errata organizzazione dei tempi di lavoro e di riposo;
- rischio di iperconnessione e mancata disconnessione digitale.
Anche gli aspetti ergonomici assumono un ruolo centrale. Molti lavoratori operano infatti da ambienti domestici non sempre adeguati sotto il profilo posturale, illuminotecnico o microclimatico.
Le aziende devono quindi adottare procedure organizzative efficaci, definendo:
- modalità di contatto periodico con il lavoratore;
- sistemi di comunicazione rapida in caso di emergenza;
- informazione e formazione dedicate;
- corrette modalità di utilizzo dei videoterminali;
- valutazione ergonomica della postazione di lavoro;
- procedure per la gestione dello stress lavoro-correlato;
- regolamentazione dei tempi di disconnessione;
- monitoraggio del benessere organizzativo.
La Legge n. 34/2026 rafforza inoltre l’obbligo di consegna dell’informativa annuale sui rischi connessi allo smart working, prevedendo responsabilità e possibili sanzioni in caso di mancato adempimento.
Per i datori di lavoro e gli RSPP diventa quindi fondamentale integrare nel DVR anche i rischi derivanti dalle nuove modalità organizzative e dalle tecnologie digitali utilizzate dai lavoratori.
La trasformazione del lavoro richiede oggi una prevenzione sempre più dinamica, capace di adattarsi ai cambiamenti organizzativi e tecnologici.
Il lavoro agile non elimina gli obblighi di prevenzione: cambia semplicemente il modo in cui devono essere gestiti.

