Le scaffalature industriali sono spesso percepite come elementi “passivi” dell’organizzazione aziendale. In realtà, sotto il profilo prevenzionistico, rappresentano a tutti gli effetti attrezzature di lavoro e, se non correttamente progettate, installate e gestite, possono generare rischi significativi per lavoratori, merci e stabilità strutturale.
Inquadramento normativo: D. Lgs. 81/2008
Ai sensi del D. Lgs. 81/2008, il datore di lavoro è tenuto a garantire che le attrezzature di lavoro siano:
- idonee ai carichi e alle condizioni di utilizzo previste;
- installate correttamente;
- oggetto di adeguata manutenzione;
- sottoposte a controlli periodici.
Le scaffalature industriali rientrano in questo perimetro e devono essere gestite all’interno del sistema aziendale di prevenzione, con integrazione delle risultanze nel DVR.
Le norme tecniche di riferimento completano il quadro operativo:
- UNI EN 15635: disciplina l’utilizzo e la manutenzione dei sistemi di stoccaggio, introducendo l’obbligo di ispezioni periodiche e la nomina del PRSES (Person Responsible for Storage Equipment Safety).
- UNI 11636:2023: propone un approccio strutturato alla validazione delle attrezzature di immagazzinamento lungo tutto il ciclo di vita (progettazione, installazione, utilizzo, modifiche, manutenzione).
Verifiche, controlli e responsabilità
La corretta gestione delle scaffalature richiede:
- programmazione e documentazione di controlli periodici interni;
- manutenzioni ordinarie e straordinarie tempestive;
- gestione formale delle non conformità;
- conservazione dei verbali di verifica;
- aggiornamento del DVR sulla base delle evidenze emerse.
È fondamentale distinguere tra controlli interni previsti dalle norme tecniche e verifiche obbligatorie eventualmente applicabili in relazione alla specifica configurazione dell’attrezzatura. In ogni caso, la tracciabilità documentale rappresenta un elemento centrale anche in ottica ispettiva.
Il tema dell’ancoraggio: superiamo i falsi miti
Negli ultimi mesi si è diffusa l’idea che “le scaffalature non debbano più essere ancorate al muro”. Si tratta di una semplificazione fuorviante.
Occorre chiarire che:
- non esiste una norma che vieti o imponga in modo generalizzato l’ancoraggio a parete;
- l’ancoraggio è una scelta progettuale, da valutare in funzione di carichi, altezza, configurazione, tipologia di pavimentazione e rischio sismico;
- ciò che è vincolante è il rispetto del progetto, delle relazioni di calcolo e delle istruzioni del costruttore.
Il punto centrale non è “ancorare o non ancorare”, ma garantire la stabilità complessiva del sistema di stoccaggio e la coerenza tra configurazione reale e documentazione tecnica.
Conclusione operativa
Per datori di lavoro, RSPP e consulenti, la sicurezza delle scaffalature non si esaurisce in un adempimento formale. È un processo continuo che comprende:
- progettazione tecnica adeguata;
- installazione conforme;
- controlli periodici strutturati;
- manutenzione e gestione delle modifiche;
- formazione del personale addetto.
Le scaffalature non sono “strutture invisibili”: sono attrezzature di lavoro che richiedono la stessa attenzione riservata a ogni altro elemento critico dell’organizzazione aziendale.

