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NOTIZIE

27 Febbraio 2026

IRPEF 2026: riduzione delle aliquote, nuovi limiti alle detrazioni e impatto reale per imprese e contribuenti

Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) il legislatore interviene nuovamente sulla disciplina IRPEF, introducendo modifiche che non si limitano alla riduzione delle aliquote, ma incidono in modo strutturale sul sistema delle detrazioni e sull’assetto delle addizionali territoriali.

La decorrenza è fissata, in assenza di norma specifica, al 1° gennaio 2026.

Le nuove regole si applicano:

  • alle ritenute operate dai sostituti d’imposta sui redditi 2026 (artt. 23 e 24 DPR 600/73);
  • alle dichiarazioni modello 730/2027 e Redditi PF 2027;
  • non incidono sul conguaglio 2025 da effettuare entro il 28 febbraio 2026.

Riduzione dell’aliquota del secondo scaglione

L’art. 1, comma 3, L. 199/2025 modifica l’art. 11 del TUIR riducendo l’aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33%.

Scaglioni reddito imponibileAliquota 2025Aliquota 2026
Fino a 28.000 €23%23%
Oltre 28.000 e fino a 50.000 €35%33%
Oltre 50.000 €43%43%

Il risparmio massimo teorico è pari a 440 euro annui.

Come si distribuisce il beneficio

  • tra 28.000 e 50.000 euro → il risparmio è progressivo, in funzione della quota di reddito ricompresa nello scaglione interessato dalla riduzione;
  • oltre 50.000 euro → il beneficio teorico massimo raggiunge 440 euro annui.

È tuttavia essenziale precisare che tale beneficio può ridursi – o essere neutralizzato – all’aumentare del reddito complessivo, per effetto dei meccanismi di limitazione delle detrazioni.

Detrazioni: il vero cambiamento è il sistema a tre livelli

Dal 2026 il calcolo dell’IRPEF non dipende solo dalle aliquote, ma da una stratificazione normativa che opera su tre soglie reddituali: 75.000, 120.000 e 200.000 euro.

Primo livello – Redditi superiori a 75.000 euro

(Dal 1° gennaio 2025 – art. 16-ter TUIR, introdotto dalla L. 207/2024)

Per le persone fisiche con reddito complessivo superiore a 75.000 euro:

  • si introduce un limite massimo agli oneri detraibili;
  • determinato in funzione del reddito;
  • moltiplicato per un coefficiente legato al numero di figli fiscalmente a carico.

Importi base e limiti

RedditoImporto base
> 75.000 e fino a 100.000 €14.000 €
Oltre 100.000 €8.000 €

L’importo base viene moltiplicato per un coefficiente:

  • 0,5 → nessun figlio a carico
  • 0,7 → un figlio
  • 0,85 → due figli
  • 1 → tre o più figli o almeno un figlio con disabilità

Il limite così determinato si applica alla quasi totalità degli oneri detraibili.
Restano escluse, tra le principali eccezioni, le spese sanitarie.

Secondo livello – Redditi superiori a 120.000 euro

(Art. 15, comma 3-bis TUIR – in vigore dal 2020)

Per i redditi superiori a 120.000 euro, le detrazioni di cui all’art. 15 TUIR spettano in misura progressivamente ridotta secondo il rapporto:

(240.000 – reddito complessivo) / 120.000

  • fino a 120.000 € → detrazioni piene
  • tra 120.000 e 240.000 € → detrazioni ridotte proporzionalmente
  • oltre 240.000 € → detrazioni azzerate (salve eccezioni)

Restano escluse dalla parametrazione:

  • spese sanitarie;
  • interessi su mutui agrari;
  • interessi su mutui prima casa;
  • interessi per costruzione/ristrutturazione abitazione principale.

La circolare 6/E/2025 ha chiarito che, per i redditi tra 120.000 e 240.000 euro, prima si determina il limite ai sensi dell’art. 16-ter TUIR e successivamente si applica la riduzione proporzionale.

Terzo livello – Redditi superiori a 200.000 euro

(Dal 1° gennaio 2026 – art. 16-ter, comma 5-bis TUIR)

Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro:

  • la detrazione complessiva spettante è ulteriormente ridotta di 440 euro.

In sostanza, il beneficio massimo derivante dalla riduzione dell’aliquota viene neutralizzato attraverso una corrispondente riduzione delle detrazioni.

La riduzione si applica a:

  • oneri detraibili al 19% (art. 15 TUIR e altre norme), escluse le spese sanitarie;
  • erogazioni liberali ai partiti politici (26%);
  • premi assicurativi contro il rischio di eventi calamitosi (90%).

Attenzione al calcolo del reddito

Ai fini della soglia dei 200.000 euro:

  • si esclude il reddito dell’abitazione principale;
  • si includono:
    • redditi soggetti a cedolare secca;
    • redditi in regime forfetario;
    • quota ACE;
    • altri redditi rilevanti ai sensi dell’art. 8 TUIR.

La circolare 6/E/2025 conferma tali inclusioni.

IRPEF 2026 – Sintesi per fascia di reddito

Fascia di redditoEffetto principale
Fino a 28.000 €Nessuna modifica
28.000 – 50.000 €Aliquota ridotta al 33%
Oltre 50.000 €Beneficio massimo teorico 440 €
Oltre 75.000 €Limite agli oneri detraibili
Oltre 120.000 €Riduzione proporzionale detrazioni
Oltre 200.000 €Riduzione ulteriore di 440 €

Adeguamento delle addizionali regionali e comunali

La Legge di Bilancio 2026 proroga al 2028 il regime transitorio per l’adeguamento delle addizionali ai nuovi scaglioni.

Le Regioni e i Comuni potranno continuare ad applicare i “vecchi” scaglioni:

  • fino a 15.000 €
  • 15.000 – 28.000 €
  • 28.000 – 50.000 €
  • oltre 50.000 €

In caso di mancata delibera entro i termini, si applicano automaticamente le aliquote dell’anno precedente.

La ratio, come chiarito dalla circolare 4/E/2025, è garantire continuità e semplificazione.

Impatto per imprese, professionisti e lavoratori

Lavoratori dipendenti

  • applicazione immediata della nuova aliquota nelle ritenute 2026;
  • possibili adeguamenti software;
  • conguagli successivi.

Imprenditori individuali e soci di società di persone

  • beneficio pieno fino a 200.000 €;
  • neutralizzazione oltre tale soglia.

Imprese strutturate

  • aggiornamento sistemi paghe;
  • simulazioni per dirigenti con redditi elevati;
  • attenzione alla comunicazione interna.

Artigiani e microimprese

  1. verifica dell’impatto sulla propria IRPEF personale;
  2. monitoraggio dei limiti alle detrazioni;
  3. attenzione alla stratificazione normativa.

Conclusione

La riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% rappresenta solo il primo livello della riforma.

Il vero cambiamento riguarda la struttura delle detrazioni:

  • limite parametrato oltre 75.000 euro;
  • riduzione proporzionale oltre 120.000 euro;
  • neutralizzazione oltre 200.000 euro.

Non si tratta di una semplice “riduzione delle tasse”, ma di una revisione articolata dell’imposizione personale, con effetti differenziati a seconda della fascia reddituale.

Per imprese e contribuenti, la parola chiave è una sola: simulazione preventiva.

Fonte: edotto.com