Il Consiglio dei Ministri del 29 gennaio 2026 ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo che introduce una riforma organica del mercato dei capitali, con l’obiettivo di facilitare l’accesso delle PMI ai mercati finanziari.
La riforma mira a ridurre gli oneri regolamentari, ampliare le forme di finanziamento disponibili e rendere il mercato dei capitali una reale alternativa al credito bancario, senza compromettere la tutela degli investitori e la trasparenza del sistema.
Il provvedimento recepisce la Direttiva (UE) 2024/2811 e il Regolamento (UE) 2024/2809, inserendosi nel percorso di rafforzamento dell’Unione europea dei mercati dei capitali.
Accesso ai mercati regolamentati: requisiti più leggeri per le PMI
Tra le principali novità, il decreto consente alle PMI di accedere ai mercati regolamentati gestiti da Borsa Italiana a condizione che la società abbia una capitalizzazione minima di almeno 1 milione di euro, calcolata come somma di capitale sociale e riserve.
Per favorire le quotazioni sono previste:
- procedure di ammissione semplificate;
- riduzione dei costi di accesso;
- minori adempimenti iniziali.
L’obiettivo è incentivare le imprese a diversificare le fonti di finanziamento, riducendo la dipendenza dal sistema bancario tradizionale.
Azioni a voto plurimo e tutela del controllo societario
Il decreto introduce una disciplina più flessibile in materia di azioni a voto plurimo, consentendo alle imprese di raccogliere capitali senza perdere il controllo dell’assetto proprietario.
La misura è pensata in particolare per:
- imprese familiari;
- società con assetti proprietari concentrati;
- realtà che finora hanno rinunciato alla quotazione per timore di diluire il controllo.
Nel corso dell’esame parlamentare sono stati proposti alcuni correttivi, tra cui:
- la sterilizzazione del voto plurimo in casi specifici;
- regole più puntuali sul funzionamento delle assemblee;
- la possibile esclusione delle cooperative dall’applicazione della nuova disciplina.
Prospetto informativo: soglie di esenzione più ampie
Un ulteriore intervento di semplificazione riguarda l’obbligo di pubblicazione del prospetto informativo per l’ammissione alle negoziazioni di titoli.
Il decreto consente agli Stati membri di esentare le PMI da tale obbligo quando il valore complessivo dell’offerta:
- non supera una soglia compresa tra 1 e 8 milioni di euro.
La scelta della soglia concreta è rimessa alle autorità nazionali, lasciando maggiore flessibilità nella regolazione dell’accesso ai mercati.
Mercati alternativi e disciplina MiFID
La riforma rafforza il ruolo dei mercati alternativi, in particolare i sistemi multilaterali di negoziazione (MTF), che rappresentano una via di accesso più graduale rispetto ai mercati regolamentati.
Gli MTF:
- sono autorizzati dalla Consob;
- operano nel quadro della disciplina MiFID;
- consentono la negoziazione di azioni e strumenti finanziari.
L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli normativi che oggi limitano l’ingresso delle PMI, garantendo al contempo adeguati livelli di trasparenza informativa.
Finanziamenti alternativi e maggiore attrattività per gli investitori
Il decreto interviene anche sulla disciplina degli investimenti privati, prevedendo:
- un riordino delle regole applicabili;
- l’ampliamento delle forme societarie ammissibili;
- una maggiore apertura verso investitori esteri.
È inoltre previsto un percorso agevolato per il passaggio dai mercati non regolamentati a quelli regolamentati, accompagnato da un rafforzamento degli obblighi informativi a tutela degli investitori.
Gli obiettivi della riforma
Nel complesso, la riforma punta a:
- rafforzare il mercato dei capitali europeo;
- favorire la crescita delle PMI in tutte le fasi del loro sviluppo;
- coniugare semplificazione normativa e protezione degli investitori.
La sfida resta quella di creare un sistema più accessibile ed efficiente, senza sacrificare l’affidabilità e la stabilità del mercato finanziario.
Fonte: edotto.com

