Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni 2025, il tema della formazione sulla sicurezza entra in una fase più strutturata e verificabile, con un rafforzamento delle responsabilità in capo ai datori di lavoro e alle funzioni di prevenzione.
Non si tratta più solo di garantire l’erogazione dei corsi, ma di presidiare l’intero processo formativo in modo documentato e coerente con il sistema di gestione della sicurezza aziendale.
In termini operativi, le aziende sono chiamate a:
- Allineare il DVR ai fabbisogni formativi, assicurando coerenza tra rischi individuati e percorsi formativi erogati;
- Pianificare la formazione in modo sistematico, definendo priorità, tempistiche e aggiornamenti in funzione dell’evoluzione dei rischi;
- Monitorare non solo la partecipazione, ma anche l’efficacia, introducendo strumenti di verifica dell’apprendimento e della sua applicazione operativa;
- Strutturare un sistema di tracciabilità, in grado di documentare contenuti, presenze, verifiche e aggiornamenti;
- Verificare periodicamente la conformità, anche in ottica ispettiva e di audit interni.
Particolare rilevanza assume il tema della tracciabilità della formazione, che diventa elemento centrale sia in fase di controllo che in caso di eventi infortunistici. Non è più sufficiente dimostrare che il lavoratore ha partecipato a un corso: è necessario poter evidenziare il percorso svolto e i risultati raggiunti.
Il mancato adeguamento espone l’azienda non solo a sanzioni, ma anche a criticità più ampie: responsabilità organizzative, difficoltà nella gestione degli audit e potenziali impatti reputazionali.
Al contrario, un sistema formativo ben strutturato consente di trasformare un obbligo normativo in uno strumento di governo del rischio, contribuendo in modo concreto alla prevenzione e alla solidità organizzativa.

