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23 Gennaio 2026

Benefici normativi e contributivi: l’INPS fa il punto sulle nuove condizioni di accesso

Con la circolare n. 150 del 16 dicembre 2025, l’INPS fornisce un quadro organico delle modifiche introdotte dall’articolo 29, comma 1, del DL 2 marzo 2024, n. 19, convertito dalla legge n. 56/2024, in materia di condizioni per la fruizione dei benefici normativi e contributivi previsti dalla legislazione lavoristica e sociale.

L’intervento normativo incide in modo significativo sull’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006, ampliando le condizioni ostative all’accesso alle agevolazioni e introducendo, con il nuovo comma 1175-bis, un meccanismo di mitigazione del recupero dei benefici in caso di regolarizzazione delle violazioni accertate.

Vediamo, in sintesi, cosa cambia e quali sono le principali ricadute operative per i datori di lavoro.

Il quadro normativo di riferimento

L’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006 rappresenta il fulcro della disciplina sui benefici normativi e contributivi. La norma subordina la fruizione delle agevolazioni a tre requisiti fondamentali:

  • possesso del DURC;
  • rispetto degli obblighi di legge;
  • applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Nel tempo, tali condizioni sono state oggetto di chiarimenti interpretativi, ma il DL n. 19/2024 segna un vero cambio di passo.

Le novità introdotte dal DL n. 19/2024

Il legislatore interviene su due fronti principali:

  1. Ampliamento delle condizioni ostative, includendo espressamente le violazioni:
    • in materia di tutela delle condizioni di lavoro;
    • in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
  2. Introduzione del comma 1175-bis, che consente di:
    • salvaguardare i benefici in caso di regolarizzazione tempestiva;
    • limitare il recupero dei benefici per le violazioni amministrative non regolarizzabili.

Il sistema viene così orientato verso una logica di compliance sostanziale, più che di mero formalismo.

Cosa si intende per benefici normativi e contributivi

Riprendendo la definizione del Ministero del Lavoro (circolare n. 5/2008), i benefici contributivi sono deroghe al regime ordinario, quali:

  • sgravi contributivi;
  • riduzioni di aliquota connesse alla costituzione o gestione del rapporto di lavoro.

Restano esclusi i regimi di sottocontribuzione strutturale o generalizzata.

Accanto a questi, rientrano tra i benefici normativi tutte le agevolazioni di natura patrimoniale, statali o regionali, connesse ai rapporti di lavoro (incentivi alle assunzioni, crediti d’imposta, contributi pubblici).

Le condizioni di accesso dopo le modifiche normative

DURC regolare
Il DURC resta requisito imprescindibile. Un esito negativo comporta il recupero dei benefici:

  • per tutti i periodi interessati;
  • sull’intera compagine aziendale;
  • per tutti i lavoratori.

Rispetto di obblighi di legge e CCNL
Le violazioni determinano il recupero dei benefici limitato ai lavoratori interessati e al periodo di irregolarità.

Assenza di violazioni in materia di lavoro e sicurezza
È questa la principale novità: le violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro e di salute e sicurezza assumono una valenza autonoma come condizioni ostative.

Il ruolo del Portale Nazionale del Sommerso

La verifica dell’assenza di violazioni avviene tramite il Portale Nazionale del Sommerso. In attesa della piena interoperabilità dei sistemi:

  • permane l’obbligo di autocertificazione;
  • il riferimento resta l’Allegato A del D.I. 30 gennaio 2015.

Il nuovo comma 1175-bis: regolarizzazione e recupero dei benefici

Il nuovo comma introduce un regime di mitigazione, differenziando tra:

Violazioni regolarizzabili
Se la violazione è integralmente sanata e i contributi sono versati entro 30 giorni (o tramite rateazione con pagamento della prima rata), il datore di lavoro conserva il diritto ai benefici.

Violazioni amministrative non regolarizzabili
In questo caso:

  • il recupero è limitato al doppio della sanzione;
  • incide sull’intera azienda e su tutti i lavoratori per il periodo interessato.

Il recupero non ha natura sanzionatoria, ma rappresenta il venir meno di un vantaggio indebitamente fruito.

Ricorsi e ruolo degli organi di vigilanza

Il verbale di accertamento dell’Ispettorato del Lavoro assume un ruolo centrale: individua la violazione, ne qualifica la possibile sanabilità e fissa i termini.

La proposizione di ricorsi amministrativi o giudiziari:

  • non sospende il recupero dei benefici;
  • non produce effetti mitigatori in assenza di regolarizzazione integrale.

Dalla regolarità formale a quella sostanziale

Uno degli aspetti più rilevanti della circolare n. 150/2025 è il superamento della concezione di regolarità meramente formale.

Il sistema premia oggi una regolarità sostanziale, che implica:

  • rispetto effettivo delle condizioni di lavoro;
  • tutela concreta della salute e sicurezza;
  • assenza di comportamenti elusivi.

Il DURC resta necessario, ma non è più sufficiente.

In conclusione

La circolare INPS n. 150/2025 consolida un impianto normativo che lega sempre più strettamente gli incentivi al comportamento complessivo dell’azienda.
Per i datori di lavoro e per i professionisti diventa essenziale adottare un approccio preventivo e strutturato, che integri aspetti contributivi, lavoristici e di sicurezza sul lavoro.

La verifica periodica delle condizioni di accesso ai benefici non è più solo una buona prassi, ma una leva strategica di tutela economica e reputazionale.

Fonte: edotto.com