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3 Aprile 2026

Dichiarazione IVA 2026: scadenze, novità e criticità operative

La dichiarazione IVA 2026, relativa al periodo d’imposta 2025, rappresenta un appuntamento centrale per imprese e professionisti. Il nuovo modello introduce alcune rilevanti novità, sia sul piano normativo sia interpretativo, oggetto di approfondimento anche nella recente circolare Assonime n. 8 del 24 marzo 2026.

Di seguito una sintesi operativa degli aspetti principali.

Cos’è la dichiarazione IVA

La dichiarazione IVA è l’adempimento annuale attraverso il quale i soggetti titolari di partita IVA riepilogano le operazioni attive e passive effettuate nel corso dell’anno, determinando la propria posizione IVA.

Il risultato può evidenziare:

  • un debito d’imposta da versare;
  • un credito IVA, utilizzabile in compensazione, riportabile agli anni successivi o richiedibile a rimborso.

Scadenze da rispettare

Per il modello IVA 2026 sono confermati i seguenti termini:

  • Presentazione della dichiarazione: dal 1° febbraio al 30 aprile 2026
  • Versamento del saldo IVA: entro il 16 marzo 2026

Resta possibile differire il pagamento:

  • entro il 30 giugno 2026, con maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione;
  • entro il 30 luglio 2026, con ulteriore maggiorazione dello 0,40%.

È inoltre ammessa la rateizzazione secondo le modalità ordinarie.

Le principali novità del modello IVA 2026

Il nuovo modello recepisce importanti evoluzioni normative e giurisprudenziali, con impatti concreti sull’operatività.

1. Società non operative: eliminazione delle penalizzazioni automatiche
Viene meno il meccanismo che limitava o impediva l’utilizzo del credito IVA per le società di comodo.
Nel modello:

  • non è più richiesta l’indicazione della durata della non operatività;
  • la condizione viene semplicemente segnalata, senza effetti automatici sul credito.

La modifica si allinea ai principi europei, superando le precedenti restrizioni.

2. Regime transitorio per trasporti e logistica
È introdotto un regime opzionale temporaneo per alcune prestazioni nei settori:

  • trasporto;
  • movimentazione merci;
  • logistica.

La misura è in attesa dell’autorizzazione UE per l’applicazione del reverse charge.

3. Rimborso IVA su beni di terzi
Viene riconosciuta la possibilità di ottenere il rimborso dell’IVA relativa a lavori eseguiti su beni di proprietà di terzi, in linea con l’orientamento giurisprudenziale più recente.

4. Rettifica della detrazione: rinvio al 2027
Slitta al 1° gennaio 2027 l’abrogazione della rettifica della detrazione “per masse”.
Per il 2025 resta quindi applicabile la disciplina previgente, con alcune incoerenze nelle istruzioni del modello.

I chiarimenti (e le criticità) evidenziati da Assonime

La circolare Assonime n. 8/2026 offre una lettura delle novità, evidenziando alcuni aspetti che, ad oggi, risultano ancora poco chiari e che richiedono particolare attenzione.

In sintesi:

Gestione dei crediti IVA pregressi
Con il superamento delle limitazioni per le società di comodo, si pone il tema di come recuperare eventuali crediti maturati negli anni precedenti.
Sul punto, non sono ancora state fornite indicazioni definitive sulle modalità operative.

Controlli automatici in caso di omissioni
In caso di mancata presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate può determinare l’imposta sulla base dei dati disponibili.
In queste situazioni, alcuni elementi – come eventuali crediti IVA – potrebbero non emergere automaticamente e devono essere successivamente segnalati dal contribuente.

Aspetti formali della dichiarazione
Le nuove regole pongono maggiore attenzione alla completezza dei dati dichiarati.
Errori o omissioni nella compilazione potrebbero quindi avere effetti rilevanti, anche quando non incidono direttamente sull’imposta dovuta.

Profili ancora in evoluzione
Alcuni aspetti legati alle nuove modalità di controllo e alle comunicazioni dell’Agenzia risultano ancora in fase di definizione, con possibili ulteriori chiarimenti nei prossimi mesi.

Considerazioni operative

Il modello IVA 2026 segna un passo avanti verso una maggiore coerenza con i principi europei e una riduzione delle penalizzazioni, ma introduce anche nuovi strumenti di controllo e alcune aree di incertezza.

In vista della scadenza del 30 aprile 2026, è fondamentale, con il supporto dei consulenti fiscali di riferimento:

  • verificare attentamente la posizione IVA;
  • valutare la corretta gestione dei crediti;
  • prestare particolare attenzione ai nuovi meccanismi di controllo automatizzato.

Fonte: edotto.com