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	<title>RegolamentoMacchine Archivi - Studio Schena | Monopoli</title>
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	<title>RegolamentoMacchine Archivi - Studio Schena | Monopoli</title>
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		<title>Norme tecniche e attrezzature di lavoro: come orientarsi tra obblighi di legge e buone pratiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[studioschena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SICUREZZA SUL LAVORO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Dopo aver chiarito le differenze tra macchine ante e post Direttiva Macchine, un altro aspetto fondamentale per il datore di lavoro e l’RSPP riguarda il ruolo delle norme tecniche e delle verifiche periodiche nella gestione delle attrezzature. La sicurezza delle macchine, infatti, non si esaurisce con la marcatura CE o con l’adeguamento ai requisiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Introduzione</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver chiarito le differenze tra macchine ante e post Direttiva Macchine, un altro aspetto fondamentale per il datore di lavoro e l’RSPP riguarda il ruolo delle <strong>norme tecniche e delle verifiche periodiche</strong> nella gestione delle attrezzature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza delle macchine, infatti, non si esaurisce con la marcatura CE o con l’adeguamento ai requisiti minimi, ma richiede un sistema continuo di controlli, manutenzione e riferimenti tecnici aggiornati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, è essenziale distinguere tra <strong>obblighi di legge</strong> e <strong>buone pratiche tecniche</strong>, entrambi determinanti per garantire la conformità e la tutela dei lavoratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Il quadro normativo: dal Regolamento Macchine al D.Lgs. 81/2008</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro di riferimento è composto da più livelli normativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>Regolamento (UE) 2023/1230</strong>, che ha sostituito la Direttiva Macchine 2006/42/CE e disciplina i requisiti di sicurezza per la progettazione e costruzione delle macchine;</li>



<li>il <strong>D.Lgs. 81/2008</strong>, che disciplina invece l’uso delle attrezzature di lavoro, in particolare attraverso l’<strong>articolo 71</strong>, che definisce gli obblighi del datore di lavoro;</li>



<li>l’<strong>Allegato VII</strong>, che individua le attrezzature soggette a verifiche periodiche obbligatorie;</li>



<li>le <strong>norme tecniche UNI, EN e ISO</strong>, che rappresentano lo stato dell’arte in materia di sicurezza.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio fondamentale è che il datore di lavoro è responsabile della sicurezza delle attrezzature durante tutto il loro ciclo di vita, indipendentemente dall’anno di costruzione o dalla presenza della marcatura CE.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Le norme tecniche: cosa sono e perché sono importanti</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le norme tecniche non sono leggi, ma costituiscono il riferimento tecnico riconosciuto per la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esse definiscono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>criteri per la progettazione sicura delle macchine;</li>



<li>modalità di utilizzo corretto;</li>



<li>requisiti per manutenzione e controlli;</li>



<li>procedure per la gestione in sicurezza nel tempo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Applicare le norme tecniche significa dimostrare di aver adottato le migliori soluzioni disponibili per ridurre i rischi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di infortunio o ispezione, il rispetto delle norme tecniche rappresenta un elemento fondamentale per dimostrare la corretta gestione della sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le norme si suddividono in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Norme di tipo A</strong> – principi generali di sicurezza;</li>



<li><strong>Norme di tipo B</strong> – aspetti specifici (es. protezioni, distanze di sicurezza);</li>



<li><strong>Norme di tipo C</strong> – requisiti per specifiche tipologie di macchine.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nel settore delle attrezzature e dello stoccaggio, assumono particolare rilievo, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>UNI EN 15635</strong>, relativa all’utilizzo e manutenzione delle scaffalature;</li>



<li><strong>UNI EN 15512</strong>, relativa alla progettazione delle strutture di stoccaggio;</li>



<li><strong>UNI 11636:2023</strong>, che introduce il concetto di gestione e validazione delle attrezzature lungo il loro ciclo di vita.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Verifiche periodiche obbligatorie: cosa prevede l’art. 71 del D.Lgs. 81/2008</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>articolo 71, comma 11 del D.Lgs. 81/2008</strong> stabilisce che alcune attrezzature devono essere sottoposte a <strong>verifiche periodiche obbligatorie</strong>, finalizzate a verificarne lo stato di conservazione e l’efficienza ai fini della sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste verifiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riguardano attrezzature specifiche elencate nell’<strong>Allegato VII</strong> (es. apparecchi di sollevamento, piattaforme di lavoro elevabili, gru);</li>



<li>devono essere effettuate da <strong>soggetti abilitati iscritti negli elenchi ministeriali</strong>;</li>



<li>devono essere documentate con appositi verbali;</li>



<li>non sostituiscono la manutenzione ordinaria.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero del Lavoro aggiorna periodicamente l’elenco dei soggetti autorizzati. Recentemente è stato pubblicato il <strong>68° elenco dei soggetti abilitati</strong>, confermando l’importanza di affidarsi esclusivamente a organismi autorizzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Attenzione: verifiche periodiche e manutenzione non sono la stessa cosa</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un errore frequente è confondere le verifiche obbligatorie con la manutenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante distinguere:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Manutenzione e controlli periodici (art. 71, comma 8)</strong><br>Devono essere effettuati dal datore di lavoro per mantenere l’attrezzatura efficiente e sicura nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Verifiche periodiche obbligatorie (art. 71, comma 11)</strong><br>Devono essere effettuate da soggetti abilitati e servono a certificare la sicurezza dell’attrezzatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe sono obbligatorie.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Le implicazioni pratiche per datore di lavoro e RSPP</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una corretta gestione delle attrezzature richiede di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>censire tutte le attrezzature aziendali;</li>



<li>verificare quali rientrano tra quelle soggette a verifica obbligatoria;</li>



<li>programmare manutenzione e controlli;</li>



<li>incaricare soggetti abilitati per le verifiche di legge;</li>



<li>conservare tutta la documentazione;</li>



<li>integrare le informazioni nel DVR.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio consente di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ridurre il rischio di infortuni;</li>



<li>dimostrare la conformità normativa;</li>



<li>evitare sanzioni in caso di controlli.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Conclusione</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza delle attrezzature non dipende solo dalla loro conformità iniziale, ma dalla loro gestione nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il datore di lavoro deve garantire non solo che le macchine siano a norma, ma anche che siano mantenute sicure, controllate e verificate secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 e in linea con le norme tecniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le norme tecniche e le verifiche periodiche rappresentano strumenti essenziali per trasformare un obbligo normativo in un sistema concreto di prevenzione.</p>
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		<title>Macchine ante 1996 e post 1996: differenze normative, obblighi e responsabilità aziendali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[studioschena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SICUREZZA SUL LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[AllegatoV]]></category>
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		<category><![CDATA[RegolamentoMacchine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Uno dei dubbi più ricorrenti nelle aziende riguarda la gestione delle macchine “datate”:È ancora sicura? È conforme alla normativa? Deve essere sostituita? La risposta non dipende solo dall’anno di costruzione, ma dal quadro normativo applicabile e dal livello di sicurezza effettivo garantito nel tempo. Per orientarsi correttamente è necessario distinguere tra: Perché il 1996 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Introduzione</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei dubbi più ricorrenti nelle aziende riguarda la gestione delle macchine “datate”:<br>È ancora sicura? È conforme alla normativa? Deve essere sostituita?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta non dipende solo dall’anno di costruzione, ma dal <strong>quadro normativo applicabile e dal livello di sicurezza effettivo garantito nel tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per orientarsi correttamente è necessario distinguere tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>macchine <strong>ante 1996</strong>;</li>



<li>macchine <strong>post 1996</strong> (oggi disciplinate dal Regolamento Macchine (UE) 2023/1230).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Perché il 1996 è una data chiave</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 1996 segna l’entrata in vigore della prima Direttiva Macchine europea, poi evoluta nella Direttiva 2006/42/CE e oggi sostituita dal <strong>Regolamento (UE) 2023/1230</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quel momento, le macchine immesse sul mercato devono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>essere <strong>marcate CE</strong>;</li>



<li>rispettare i <strong>Requisiti Essenziali di Salute e Sicurezza (RESS)</strong>;</li>



<li>essere accompagnate da <strong>Dichiarazione UE di Conformità</strong>;</li>



<li>essere corredate di <strong>manuale di istruzioni</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Regolamento 2023/1230 ha rafforzato questi principi, introducendo maggiore uniformità applicativa a livello europeo ed estendendo l’attenzione anche a sistemi digitali e software che incidono sulla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il destinatario diretto del Regolamento è il <strong>fabbricante</strong>.<br>Per il datore di lavoro il riferimento centrale resta il <strong>D.</strong><strong> Lgs. 81/2008</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Il quadro normativo per le aziende</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto aziendale, la disciplina dell’uso delle macchine è contenuta nel <strong>Titolo III del D. Lgs. 81/2008</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Art. 70</strong><br>Le attrezzature di lavoro devono essere conformi alle disposizioni legislative applicabili o, in assenza, ai requisiti generali di sicurezza (Allegato V).</li>



<li><strong>Art. 71</strong><br>Il datore di lavoro deve:<ul><li>mettere a disposizione attrezzature idonee e sicure;</li></ul><ul><li>garantire installazione e utilizzo corretti;</li></ul><ul><li>effettuare manutenzione e controlli periodici;</li></ul>
<ul class="wp-block-list">
<li>assicurare l’uso conforme alle istruzioni del costruttore.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>Allegati V e VI</strong> stabiliscono i requisiti minimi di sicurezza e le condizioni d’uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio fondamentale è chiaro:<br><strong>l’età della macchina non elimina l’obbligo di garantire sicurezza nel tempo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Macchine ante 1996: obblighi e valutazione del rischio</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le macchine costruite prima del 1996:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non sono soggette a marcatura CE;</li>



<li>non rientrano nei requisiti originari della Direttiva Macchine (oggi Regolamento).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Possono però essere utilizzate solo se <strong>rispettano i requisiti di sicurezza previsti dal D.</strong><strong> Lgs. 81/2008</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il datore di lavoro deve:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>inserirle nella <strong>valutazione dei rischi (DVR)</strong>;</li>



<li>verificare la conformità ai requisiti dell’<strong>Allegato V</strong>;</li>



<li>garantire la presenza di protezioni e dispositivi di sicurezza adeguati;</li>



<li>valutare eventuali adeguamenti tecnici secondo le più recenti norme EN, se utili alla riduzione del rischio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La mancanza di marcatura CE non è di per sé un’irregolarità, ma impone una <strong>valutazione tecnica più approfondita</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Macchine post 1996: marcatura CE e responsabilità gestionale</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le macchine immesse sul mercato dopo il 1996 (oggi disciplinate dal Regolamento 2023/1230) devono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>progettate e costruite secondo i RESS;</li>



<li>accompagnate da dichiarazione di conformità;</li>



<li>corredate di istruzioni per l’uso.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la presenza della marcatura CE <strong>non esonera il datore di lavoro da responsabilità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario verificare che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la macchina sia installata correttamente;</li>



<li>sia utilizzata secondo le istruzioni del fabbricante;</li>



<li>sia sottoposta a manutenzione e controlli periodici (art. 71);</li>



<li>non siano state effettuate modifiche non autorizzate.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Modifiche, protezioni e ritmi di lavoro: i rischi più frequenti</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Indipendentemente dall’anno di costruzione, esistono criticità ricorrenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rimozione o disattivazione di protezioni;</li>



<li>modifiche strutturali non valutate;</li>



<li>aumento dei ritmi produttivi oltre i limiti previsti dal costruttore.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste situazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>compromettono la conformità originaria;</li>



<li>aumentano il rischio infortunistico;</li>



<li>espongono il datore di lavoro a responsabilità civili e penali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una modifica che incide sulla sicurezza può configurare una <strong>nuova immissione sul mercato</strong>, con implicazioni rilevanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Implicazioni per DVR e controlli ispettivi</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Documento di Valutazione dei Rischi devono emergere chiaramente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tipologia e anno di costruzione della macchina;</li>



<li>presenza o assenza di marcatura CE;</li>



<li>misure di prevenzione adottate;</li>



<li>programma di manutenzione e controlli;</li>



<li>eventuali adeguamenti tecnici effettuati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In sede ispettiva, non viene valutata solo la documentazione, ma la <strong>coerenza tra progettazione, utilizzo reale e misure di prevenzione adottate</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Conclusione</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La distinzione tra macchine ante e post 1996 è importante sotto il profilo documentale e normativo, ma il vero criterio di valutazione resta uno solo:<br><strong>la sicurezza effettiva dell’attrezzatura nel contesto aziendale in cui opera.</strong> Il Regolamento (UE) 2023/1230 rafforza la sicurezza in fase di progettazione; il D. Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di garantire che quella sicurezza sia mantenuta nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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