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	<title>#NOMolestie Archivi - Studio Schena | Monopoli</title>
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		<title>Molestie e violenze sul lavoro: un fenomeno in crescita che non possiamo ignorare</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 17:33:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il fenomeno delle molestie e delle violenze sul lavoro — incluse violenza psicologica, verbale, fisica, comportamenti discriminatori e molestie di genere — sta emergendo con sempre maggiore forza come una delle principali criticità per la salute e la dignità dei lavoratori. Secondo i dati più recenti del INAIL, nel 2023 sono stati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il fenomeno delle molestie e delle violenze sul lavoro — incluse violenza psicologica, verbale, fisica, comportamenti discriminatori e molestie di genere — sta emergendo con sempre maggiore forza come una delle principali criticità per la salute e la dignità dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati più recenti del INAIL, nel 2023 sono stati registrati <strong>6.813 infortuni riconosciuti come aggressioni e minacce</strong> nei luoghi di lavoro — il dato più alto dal 2019.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto al 2022 l’incremento complessivo è dell’<strong>8,6%</strong>; ma la crescita è ben più marcata quando si osserva il dato per le donne: qui l’aumento è del <strong>14,6%</strong>, contro il <strong>3,8%</strong> per gli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta solo di aggressioni fisiche o minacce esplicite. Le forme più comuni e diffuse di violenza — secondo le analisi — sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>violenza e abuso verbale (56%)</li>



<li>mobbing (53%)</li>



<li>abuso di potere (37%)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">A queste si aggiungono, seppur con frequenza inferiore: violenza fisica, stalking, violenza online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso le micro-aggressioni, gli atteggiamenti sessisti o discriminatori, lo stress psicologico, il mobbing — attenzioni “subdole” ma costanti — finiscono per incidere profondamente sul benessere, sulla salute mentale, sulla motivazione e sulla partecipazione attiva delle persone nel lavoro quotidiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Perché il fenomeno riguarda tutti: settori critici e contesti a rischio</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci sono solo “ambienti a rischio”: il fenomeno appare trasversale, ma alcuni settori risultano particolarmente esposti. Secondo INAIL, le categorie più colpite includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il personale sanitario e socio-assistenziale — dove si concentra un’alta percentuale di aggressioni alle donne.</li>



<li>lavoratori del trasporto e del magazzinaggio (autisti, conducenti, capi treno, ecc.).</li>



<li>chi opera in servizi a contatto con il pubblico: commercio, vigilanza, istruzione, assistenza, ecc.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, non sempre l’aggressore è un collega interno: circa il <strong>61% degli episodi</strong> registrati deriva da persone esterne all’azienda (clienti, utenti, utenti di servizi, cittadini, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo evidenzia come la violenza sul lavoro non sia un problema “di nicchia” ma una sfida sistemica, che può interessare molte tipologie di imprese e luoghi di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Impatto su salute, benessere e produttività: le conseguenze della violenza</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze delle molestie e violenze sul posto di lavoro non sono solo immediate (ferite, infortuni, diagnosi), ma spesso psicologiche e a lungo termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli effetti più segnalati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>stress, ansia, depressione, deterioramento del benessere psicofisico.</li>



<li>riduzione della motivazione, aumento dell’assenteismo, calo della produttività.</li>



<li>in molti casi, le vittime preferiscono lasciare il lavoro — con conseguenze anche per l’azienda, in termini di perdita di competenze e doveri legali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, le molestie e le violenze vanno interpretate come un vero e proprio “rischio” per la salute e la sicurezza sul lavoro — non solo come problema morale o etico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Come contrastare il fenomeno: cultura aziendale, prevenzione e normativa</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Affrontare in modo efficace molestie e violenze sul lavoro richiede interventi strutturali e una cultura aziendale consapevole. Alcuni elementi fondamentali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il riferimento normativo fondamentale è la Convenzione ILO 190, ratificata in Italia con la Legge n. 4/2021: essa richiede che la violenza e le molestie siano riconosciute come rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro.</li>



<li>Occorre integrare la <strong>valutazione dei rischi</strong> aziendali con una <strong>prospettiva di genere</strong> — cioè considerare che le molestie e le violenze spesso colpiscono più duramente le donne.</li>



<li>Le imprese dovrebbero dotarsi di <strong>codici etici</strong>, <strong>procedure formali di segnalazione</strong>, canali sicuri per le vittime, e politiche concrete di tolleranza zero.</li>



<li>Formazione, sensibilizzazione e promozione di <strong>una cultura del rispetto</strong> sono elementi chiave: solo così si possono prevenire comportamenti inappropriati e garantire un ambiente di lavoro sano e inclusivo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un buon esempio di supporto operativo è lo strumento OiRA — una piattaforma per la valutazione dei rischi da molestie e violenze sul lavoro, che aiuta le imprese a costruire piani di prevenzione concreti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Perché per una società di consulenza come Studio Schena il tema non può restare in secondo piano</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Visto il crescente impatto di molestie, violenze, molestie di genere e rischi psicosociali sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, per Studio Schena diventa essenziale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sensibilizzare i propri clienti su questo tipo di rischi, non solo guardando agli infortuni tradizionali ma anche a quelli “non fisici” — stress, mobbing, violenze, discriminazioni;</li>



<li>offrire <strong>consulenza a 360°</strong> che includa anche la valutazione del <strong>rischio “violenza e molestie”</strong> in azienda, in coerenza con Convenzione ILO 190 e le best practice;</li>



<li>promuovere una <strong>cultura del rispetto</strong>, della parità di genere e del benessere sul lavoro, anche attraverso formazione, codici etici, canali di segnalazione e politiche preventive;</li>



<li>considerare la salute mentale come parte integrante della sicurezza sul lavoro: la sicurezza non è solo “evitare infortuni” ma garantire dignità, rispetto e condizioni di lavoro sane per tutte le persone.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Conclusione</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le molestie e le violenze sul lavoro non sono un problema residuale o marginale: sono parte di un fenomeno strutturale e in crescita, con ripercussioni profonde sulle persone e sulle organizzazioni. Per un’azienda moderna e responsabile, contrastare questi fenomeni non è una scelta facoltativa, ma un obbligo morale, sociale e — oggi — anche normativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché il mondo del lavoro diventi davvero un luogo sicuro, dignitoso e rispettoso per tutti, è necessario integrare nella cultura aziendale — e nella gestione della sicurezza — la consapevolezza che la violenza può assumere molte forme: non sempre visibili, spesso subdole, ma sempre dannose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: INAIL.it</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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